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cultura, medioevo, sesso, società

Medioevo? Sesso a tutto spiano

Altro che Maggio ’68. La prima vera rivoluzione sessuale dell’Occidente risale al XIII secolo quando, contro la castità a oltranza predicata dagli eretici, catari in primis, anche i teologi più ortodossi riscoprono il corpo e i suoi piaceri. Già Guillaume de Conches, intorno al 1150, spiegava ai fedeli presumibilmente sollevati che «niente di quel che è naturale potrebbe essere vergognoso, poiché è un dono della creazione. Solo gli ipocriti lo ignorano».

Risultato: se certi libri penitenziali carolingi moltiplicano i giorni interdetti al piacere arrivando fino a 250 all’anno, per i canonisti del Duecento ci si deve astenere solo a Natale, a Pasqua, alla Pentecoste e all’Assunzione. Per il sollievo dei frenetici, comunque, i bordelli restano aperti: chiudono unicamente il Venerdì santo.

Questo saggio su Sexualités au Moyen Age di Jacques Rossiaud ha davvero tutti i pregi, compreso quello della sintesi: 126 pagine per sapere quel che non avete mai osato chiedere su usi e costumi (e anche consumi, vista la diffusione della prostituzione) del Medioevo a letto.

E per fare piazza pulita dei nostri luoghi comuni, oscillanti fra immagini di cupi predicatori ossessionanti perché ossessionati e di allegre partouze nei castelli come nei filmetti sexy molto vagamente ispirati dal Boccaccio. Fino a miti come la cintura di castità, inventata dal Rinascimento, o lo ius primae noctis, inventato dagli storici.

Certo, la religione è onnipresente e i suoi imperativi (rimasti da allora sostanzialmente gli stessi) condizionano la teoria sessuale. Quanto alla pratica, è forse un altro discorso. Il Medioevo resta comunque, come scrive sapidamente Libération , «il millennio del missionario».

La relativa posizione è considerata quella giusta, consigliata sia dai preti perché più atta a procreare sia dai medici perché meno pericolosa. Non stupisce che in fabliaux e romanzi cavallereschi ci si sbizzarrisca con una varietà di amplessi (tipo «à pisse chien», ci asteniamo dalla traduzione) degna del Kamasutra.

La continenza è una virtù. Ma anche una precauzione medica: «L’abuso del coito – spiega Rossiaud citando le fonti – accorcia la vita, secca e debilita il corpo, affievolisce il cervello, danneggia gli occhi e conduce alla stupidità». Però si fa. Anzi, lo fan tutti, preti compresi. E forse pure di più. «Un giorno una donna si lamenta con il vescovo Hugues di Lincoln che suo marito non compie il dovere coniugale. “Vuoi che tuo marito ritrovi il suo ardore? Ne farò un prete”, le risponde Hugues: appena un uomo è prete, brucia».

Uno statuto di Belluno del 1428 proclama che «non bisogna presumere vergine alcuna donna di più di vent’anni, a meno che la sua castità non possa essere provata». E Giordano da Pisa, intorno al Trecento, è categorico: «Ragazzi e ragazze di Firenze non arrivano mai vergini al matrimonio».

Matrimonio che si contrae, a differenza di quel che si pensa, piuttosto tardi. A Montaillou, verso il 1320, l’età media dei maschi che si sposano è di 25 anni. Fra gli artigiani di Digione, un secolo dopo, idem; fra i patrizi toscani, di 30. Nel XIV e XV secolo, un marito di vent’anni è una rarità. E allora, se le attese sono lunghe, sedurre una vergine pericoloso e i rapporti gay ancora di più (c’è il rogo), proliferano i bordelli.

Le case chiuse sono apertissime, con l’assenso, o almeno la non condanna, della Chiesa: «Godere pagando è godere senza peccare» è un detto comune. Del resto, nel XV secolo, a Digione, il 20% dei clienti sono ecclesiastici. Però solo nei postriboli privati, non in quelli comunali, in omaggio alla vecchia gloriosa regola: «Nisi caste, tamen caute», se non casto, sii almeno cauto.

Le folgori di Chiesa e Stato si abbattono sulla «sodomia», peccato immondo in cui rientrano anche il sesso orale e la masturbazione. Il giro di vite arriva nel Duecento; per san Tommaso, il sesso fra uomini è grave come il cannibalismo. Tanto che gli europei se lo rinfacciano reciprocamente.

Per i tedeschi, il male arriva dalla Francia, per i francesi dall’Italia o della Spagna, per tutti dall’Islam, anzi è la causa per cui i crociati hanno perso i luoghi santi. Di più, è contagiosa. Ma, scrive Rossiaud, tutte le testimonianze dimostrano che già allora c’era una bella differenza «fra quello che i moralisti impongono di fare e quello che la gente fa». Per fortuna.(Alberto Mattioli, La Stampa)

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Informazioni su antonio blunda

Nato ad Erice (Tp). Avvocato. Forse poeta, forse scrittore. A causa di questa malattia congenita chiamata poesia, ho iniziato a scrivere in tenera età, per curarmi. La cura è ancora in corso. Segnalazione di merito al 26° Premio Internazionale di Poesia Inedita 2001 indetto dall’A.S.L.A. ( Associazione Siciliana per le Lettere e le Arti); 6° classificato al Premio Nazionale Letterario “Cicatrici Aperte” 2001, indetto dalle riviste letterarie “La Masnada” e “Prospektiva”; 1° classificato al I Premio Nazionale di Poesia Inedita “2 G” 2002, edito dal Gruppo Giovani “2 G” di Barcellona Pozzo di Gotto (Me); Segnalazione di Merito per la sezione poesia inedita al Premio “G. Palumbo” 2002 edito dal Comune di Ficarazzi (Pa); 4° pari merito al Primo Premio Nazionale di poesia inedita “Città di Fondi” 2002 edito dall’ A.N.G.A.E. ( Associazione Nazionale Giovani Artisti Emergenti) di Fondi (Lt); Selezionato per la “Enciclopedia dei poeti italiani emergenti” 2002-2003 edito dall’ Aletti Editore; Segnalazione particolare per il Premio Internazionale di Poesia “Montagna viva” edizione 2002, edito dalla Comunità Montana Valtellina di Morbegno ; Segnalazione di Merito per la sezione narrativa al Premio “G. Palumbo” 2004 edito dal Comune di Ficarazzi (Pa); Selezionato “Autore del mese” per il mese di Febbraio 2004 al concorso mensile promosso dal sito letterario ilfiloonline.it; 1° classificato al Premio letterario “Premio per la pace” 2004 promosso dal Centro Studi Cultura e Società di Torino; Autore prescelto per la regione Sicilia per la “Enciclopedia regionale dei poeti emergenti”edito dall’Aletti Editore; Finalista per la sezione narrativa al Premio Nazionale Telethon 2004; Segnalazione di merito al Premio di Poesia “Giacomo Giardina” 4° edizione (2005)– Assessorato alla Cultura del Comune di Bagheria; 1°classificato al Premio Letterario “Giulio Palumbo” – Sezione Narrativa - 4° Edizione 2005 – Comune di Ficarazzi (Pa) Finalista al Premio Letterario “Calicantus” 2006, sezione poesia inedita a tema religioso; 3° classificato al Premio Letterario “Mons. Galbiati IV Edizione – sezione poesia inedita - Carugo(Co); Menzione di merito al Premio Letterario “Rametto d’argento” 2007 – Sezione silloge inedita – Paceco (Tp); Diploma di merito al Premio Letterario “ Parole ed immagini” - XVII edizione 2007 - Comune di Boves; Premio speciale della critica alla decima edizione 2008 del Premio “Groane98” – sezione poesia inedita - Garbagnate Milanese (Mi); Finalista al concorso NarrAzioni-Sezione Scrittori 2008 indetto da "Emergenza Creativa” (www.emergenzacreativa.com); Segnalazione di merito alla 2° Edizione del Premio “Colonne d’Eroma” 2008 - S. Flavia (Pa) - sezione podio; Autore prescelto per l’Enciclopedia dei Poeti Italiani Contemporanei - 2009, edita da Aletti Editore; Autore prescelto per la “Agenda degli artisti 2010” (concorso indetto da “Estro-Verso Community italiana Autori, Artisti ed Editori www.estro-verso.org; Finalista per la sezione “aforismi” nel concorso indetto dal sito www.pensieriparole.it ; Finalista al 1° Premio Internazionale di Poesia Letteratura e Pittura utenti di Facebook; Finalista al Premio “Arenella” sezione Poesia inedita, indetto dall’Ass. culturale “Palermo Cult – pensiero” 2010; Autore italiano presente sulla rivista letteraria americana "Californian Quarterly" vol. 36 n.2; Autore italiano presente sulla rivista letteraria americana "Californian Quarterly" vol. 36 n.4; Finalista al Premio "Valenzine" 2011 ( www.scripta-volant.org); Autore prescelto al Premio "Extroversi 2011" - Palermo; Attestato d'onore al premio "Vivarium - Omaggio a Giovanni Paolo II"- 2011 ; Diploma di merito alla XXI Edizione del Premio "Parole e immagini" - Mella na di Boves 2011; Segnalazione di Merito alla VI Edizione del Premio "Ut unum sint" - Ecumenical World Patriarchate 2011; Presente su diversi siti internet ed antologie letterarie;

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