Sohrab Sepehri (biografia)

Sohrab Sepehri سهراب سپهری (Kashan, 7 ottobre 1928 – Teheran, 21 aprile 1980) è stato un poeta e pittore persiano.

Sohrab Sepehri fu una personalità di spicco dell’Iran contemporaneo:poeta e scrittore, talento riconosciuto a livello internazionale, espose le sue opere in tutto il mondo, vinse prestigiosi premi e pubblicò numerose raccolte di versi. Viaggiò parecchio, dall’Asia agli Stati uniti, durante tutta la sua vita, anche quando si trovò in ristrettezze economiche. Fu un uomo solitario, non si sposò mai, si tenne al di fuori delle vicende politiche che infiammavano gli intellettuali di quell’epoca e cercò rifugio nella natura, per lui simbolo di Dio e della sua potenza, ogni volta che la realtà circostante diveniva insopportabile.

La sua opera poetica è strettamente connessa a quella pittorica. Per quanto riguarda la poesia, in essa possiamo trovare dei temi ricorrenti; la natura e Dio, la vita e la morte, il viaggio e la solitudine, la donna e l’amore (questi ultimi in misura molto minore rispetto agli altri soggetti). Lo stile di Sepehri risulta molto ermetico, carico di mitologia e misticismo.

Sohrab nacque nel 1928, a Kashan, in una famiglia appartenente all’aristocrazia terriera dell’epoca. L’ambiente familiare in cui crebbe lo influenzò radicalmente: il padre, daftari, impiegato presso il Indo-European Telegraph, era artigiano del tradizionale flauto persiano, il tar, e quindi lagato all’ambiente mistico-sufi, mentre la nonna era anch’essa poetessa di discreto talento. Il padre morì quando Sohrab era ancora molto giovane e fu il fratello maggiore, Manuchehr, che si fece carico della famiglia e finanziò i suoi studi. In seguito a questo la madre di Sohrab, donna molto devota, gli impose che, nel firmare i suoi lavori pittorici, egli aggiungesse una mim alle sue stesse iniziali.

Nel 1940 terminò i suoi studi primari a Kashan, presso l’istituto Khayyam. Tra il 1943 e il 1948 compì i suoi studi secondari, lavorando contemporaneamente presso il Ministero dell’Educazione. Nel 1948 abbandonò il suo posto al Ministero e si iscrisse all’Università di Teheran, Facoltà di Belle Arti. Tra anni più tardi fu pubblicata la sua prima raccolta di versi, “Morte del colore”, e nel 1953 si laureò con merito e venne impiegato come designer al Ministero della Sanità, partecipando nel frattempo a diversi esposizioni d’arte. Nel 1954 fu edita la sua seconda raccolta, “La via dei sogni”, lavorò al Ministero della Cultura e dell’Arte e insegno’in una scuola d’arte.

Nel 1957 si recò a Parigi, per apprendere l’arte della litografia, e a Londra. L’anno seguente partecipò alla prima Biennale di Pittura di Tehran, viaggio’tra Parigi, Roma e Venezia, dove partecipò alla Biennale. Al suo rientro in Iran, occupò il posto di direttore dell’organizzazione audio-visuale presso il Ministero dell’Agricoltura.

Nel 1960 prese parte alla seconda Biennale di Teheran, dove ottenne il primo premio per le Belle Arti. Successivamente andò in Giappone, visitando Tokyo e altre città minori e venne iniziato all’arte dell’incisione su legno.

Nel 1961 venne edito “L’Oriente della tristezza” e Sohrab intraprese un viaggio in India, ad Agra e al Taj Mahal; questa esperienza fu molto incisiva per la sua spiritualità. Fu in quest’anno che rinunciò a tutti i suoi impieghi ufficiali. Tra il 1962 e il 1974 non smise mai di viaggiare (visitò in quegli anni Brasile, Pakistan, Afghanistan, India, Europa, Stati Uniti,Grecia ed Egitto) e di esporre, partecipando nel frattempo ad alcune esibizioni internazionali, quali il Festival Internazionale di Pittura, in Francia, dove vinse un premio speciale.

Nel 1965 la rivista letteraria Arash pubblico’”Il passo dell’acqua”, a cui seguirono, nei due anni successivi, rispettivamente “Il viaggiatore” e “Il campo verde”.

Nel 1977 venne pubblicata la raccolta finale della sua opera “Gli otto libri”.

Nel 1979 Sohrab si recò in Inghilterra per curarsi dalla leucemia, che lo avrebbe portato alla morte l’anno successivo, a Teheran.

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Se mi stai cercando
mi troverai oltre il regno del nulla.
Dietro il regno del nulla c’è un luogo
dove nelle vene dell’aria scorrono i soffici semi piumosi
che annunciano al più lontano cespuglio il momento della fioritura.
Sulla sabbia puoi vedere le lievi impronte del cavaliere
che è salito di primo mattino sulla collina del sacrificio rossa di anemoni.
Dietro il nulla l’ombrello dei desideri si apre
e da lì esce il canto della pioggia
quando il vento della sete arriva dalle foglie fino alle radici.
Qui si è soli
e in questa solitudine l’ombra di un olmo si prolunga nell’eternità.

“Se mi vieni a trovare
Vieni lentamente e con gentilezza per non spezzare la fragile porcellana
Della mia solitudine.”

 

Altre poesie presenti nel blog ( autori stranieri – iran )

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Discussione

Un pensiero su “Sohrab Sepehri (biografia)

  1. E’ bellissimo scoprire poeti con una così straordinaria sensibilità, grazie!

    Pubblicato da Sibilla | 22 aprile 2013, 20:08

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