Il collezionista

Il collezionista era sempre stato il più grande di tutti, e tutti gli altri ne erano consapevoli. Adesso lo ascoltavano, in una sorta di visita guidata, come il più grande degli insegnanti.

– E’ difficile definire come Settembre sappia farsi strada nell’aria d’un bosco, in un odore di nidi, foglie secche e di “macero” all’olfatto, tuttavia così piacevole da non sapervi rinunciare.

 

Una di quelle scatole di legno, minuziosamente intagliate, ecco cosa sembra. Si chiama autunno.

 

Ah, avevo dimenticato di dirvi, che quella che precede, la stagione più calda, l’estate -la chiamano così- ha un profumo meraviglioso, e dovreste vedere che colori. Unici. Di recente, ho avuto la curiosità di mettermi lì, ad osservare un’alba, erano secoli che non la guardavo.

 

E avreste dovuto vedere il vento, forte tanto da attraversare intere regioni di spighe e ripiegarle, e gli uccelli, volare verso il blu, noncuranti di tutto, per poi dirigersi verso le più elevate scogliere, e scendere giù in picchiata, sul mare, ed ancora, risalire sul palmo delle correnti ascensionali.

Ah, vi ho parlato del mare? Forse no. La salsedine, i pesci, le alghe, le maree… Incredibile, un vero orologio.

 

D’inverno (la stagione più fredda), il mare si tinge di grigio, e talvolta diventa così mosso, all’impeto del vento, da  far quasi paura anche a  me, ma io lo trovo incantevole lo stesso.

 

Ogni tanto amo andarci, anche perché, vuoi o non vuoi, trovo sempre qualcuno  che mi fa compagnia, e a dire il vero, alla fine non disdegna la mia presenza.

 

Per fortuna non dura molto, e la primavera, riporta sole e calore….

 

Ad un tratto, una voce più curiosa tra le tante, interruppe quella del collezionista.

 

– Tutte queste cose sono davvero bellissime…Noi non siamo mai arrivati a tanto…

 

Il narratore rispose, malinconico.

 

 – Ce n’è voluta di pazienza, credetemi. Eh si. Quest’opera deve essere proprio la mia preferita. Sarà perché è stato la prima che ho realizzato… Dovreste ritornare qualche altra volta, per adesso non ho proprio tempo di farvi vedere tutto quello c’è lì dentro.

– Incredibile! Tutte queste cose…lì dentro? chiese un altro collezionista.

– Più o meno sì, direi che è strabiliante quello che si possa realizzare ed essere realizzato, con il trascorrere del tempo… A volte mi meraviglio anch’io… Davvero sorprendente.

– E ne hai altri così?

– Certo! Ne seguo uno in particolare, che necessita di grandi attenzioni, ma è già un vero gioiello. Anzi, se voleste spostarvi nell’altra stanza…

Le voci poi si fecero distanti, ed il gruppo  seguì pedissequo la voce del collezionista. L’ultimo in coda, il più piccolo ed invidioso tra loro, con un gesto furtivo s’ era messo in tasca alcune di quelle piccole sfere, così riuscite bene al Grande Collezionista.

Poi aveva spento le luci, e richiuso la porta, come se niente fosse.

Un silenzio d’abisso.

La Terra per fortuna non era stata tra quelle portate via.

Tuttavia, era rimasta lì, nel suo piccolo sistema, in un buio profondo e silenzioso, che avrebbe dato solitudine a tutti.

Il Grande Collezionista, purtroppo, s’era già allontanato, e neanche lui sapeva se vi avrebbe fatto ritorno.

Link al racconto con disegni di Sara Garagnani: clicca qui 

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