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2013, Politica, tasse

Monti ci dà l’art. 37? Attenzione ai cavalli di Troia…

E’ un passo dell’Eneide, quando il troiano Laocoonte, di fronte al Cavallo di Troia, diceva di diffidare sempre e comunque dei greci, anche quando fanno regali. Nessuno gli credette e gli finì male, ma ai Troiani non andò meglio.

E’ dunque una svolta epocale quella annunciata dall’assessore regionale all’Economia,Luca Bianchi, e dal Presidente della Regione, Rosario Crocetta? E chi ci avrebbe fatto questo regalo? Monti in persona? Voi vi fidate di questo dono? (a sinistra, un’immagine del celebre cavallo di Troia, foto tratta da isoladigitale.it)

Non so perché, ma tutto ciò mi suona un po’ strano. Nell’attesa di leggere il decreto attuativo cominciamo dunque a mettere in fila alcuni fatti, lasciando a chi ne ha voglia l’esercizio sulle opinioni.

Fatto numero 1. Le cifre di cui si parla sono insignificanti e non credibili. Se si sta trattando di meno di 100 milioni non vale la pena neanche fare un decreto attuativo. Le cifre di Ires di imprese siciliane incorporate recentemente da imprese italiane (come il Banco di Sicilia) sono ampiamente superiori, da sole, a quello che ci viene detto. Vero è che siamo in aperta recessione, ma…

Fatto numero 2. Lo Statuto si riferisce chiaramente, sia pure con il suo linguaggio antico, a tutte le attività d’impresa. Ogni lettura riduttiva sarà considerata una truffa da chiunque. Si tratta semplicemente di determinare quanta parte del reddito è stata prodotta in Sicilia da imprese non residenti ed attribuirne il gettito alla Regione. Il modello c’è: le imprese italiane che hanno filiali all’estero non dotate di autonoma personalità giuridica.

Fatto numero 3. Questa quota di reddito può essere determinata solo con una contabilità separata di questi rami d’azienda o con criteri empirici ma obiettivi che devono essere determinati nel decreto attuativo, per esempio con l’attribuzione dei ricavi maturati nell’Isola e dei costi specifici, più l’attribuzione di quota parte di costi comuni. Se, viceversa, questa quota è determinata a forfait da Roma, o da statistiche economiche dell’ISTAT è CERTO che gli interessi in gioco faranno sì che questa quota sarà sottovalutata.

Fatto numero 4: Qui si sta parlando solo di IRES, ma non tutte le imprese hanno forma di società di capitali. Le società di persone e le imprese individuali pagano l’IRPEF. Si sta attribuendo anche questa? Mi pare di no.

Fatto numero 5. L’art. 37 è strettamente complementare al 36. Se allo Stato sono riservati solo tre tributi e su tutti gli altri dovrebbe “deliberare la Regione” (ciò che non è mai stato, purtroppo), sullo stesso territorio non possono insistere due ordinamenti tributari distinti. E quindi, nei decreti attuativi, non solo le imposte sui redditi, come restrittivamente previsto dal 37 in termini letterali, ma OGNI tributo deve essere territorializzato in ragione del luogo di maturazione del presupposto d’imposta (con la sola esclusione dei tre tributi erariali di cui al 2° comma dell’art. 36). Tale interpretazione estensiva non comporta alcun costo per lo Stato, poiché ad ogni maggior gettito corrisponderebbe anche o un trasferimento di funzioni dallo Stato alla Regione o una riduzione di trasferimenti dello Stato alla Regione e agli Enti locali.

L’estate scorsa questa fu la proposta della Regione allo Stato, ma la risposta, peraltro non formale, fu “fuori luogo”: “Non c’è copertura finanziaria!”. Il sospetto è dunque che, coi numeri veri, si scopra che lo Stato trattiene sistematicamente più di quello che versa, essendo il principale responsabile dell’impoverimento della Sicilia. Ma su questo lo Stato può oggi essere sfidato: ci facciamo carico di tutto ciò che le nuove risorse ci consentono e, se non bastano, per qualche anno, ma solo per qualche anno, il resto ve lo regaliamo, ma poi dovrete arrangiarvi. Ma di questa territorializzazione non c’è traccia.

Fatto numero 6. L’art. 37 ha anche un secondo comma, che attribuisce alla legislazione ed agli organi della Regione l’accertamento, la liquidazione e la riscossione delle imposte in Sicilia. In pratica, ad evitare “fregature” da parte dell’Erario, le imposte ce le dovremmo riscuotere da soli. C’è traccia di tutto questo nel decreto attuativo? Ne dubito fortemente. La Società Riscossione Sicilia dovrebbe incorporare l’Agenzia delle Entrate e, secondo me, anche il Corpo della Guardia di Finanza. E i nostri accertamenti dovrebbero estendersi anche alle acque territoriali. Se vogliamo fare sul serio si sta trattando di questo.

Fatto numero 7. Stiamo attenti che, mentre ci danno con una mano un pezzettino di art. 37, non ci tolgano con l’altra quel po’ di art. 36 che ci è stato dato. Infatti, non essendoci mai stato consentito di creare il nostro ordinamento tributario, nel 1965 (ma in realtà già dal 1947 in modo “provvisorio”) ci sono stati ‘girati’ al 100 % (sulla carta) i gettiti delle principali imposte erariali (oggi IRPEF, IRES, IVA, per limitarsi alle maggiori). In realtà, con trucchi “sleali”, già si arriva solo il 66 % di questo gettito. Il resto va illegittimamente a Roma. Ora, con abuso inaudito, il Governo ordina all’Agenzia delle entrate, di effettuare “accantonamenti” a favore dell’Erario anche su questa unica risorsa certa della Regione. Se passa il principio che Roma può riprendersi quello che vuole (oggi quasi un miliardo, domani anche tutto), a che serve avere le briciole del 37? Le entrate che oggi “surrogano” il 36 devono essere intoccabili, specie in un momento di gravissima recessione come l’attuale.

Fatto numero 8. Le accise petrolifere non c’entrano un tubo in linea di principio con l’art. 37. Quelle sono entrate erariali ai sensi del secondo comma dell’art. 36. Questo non significa che non si possa chiedere su queste una compartecipazione, dato che è espressamente previsto dall’art. 119 della Costituzione. La “mia” modesta proposta è stata in passato di lasciare su queste accise allo Stato quello che serve per: difesa, esteri, organi costituzionali dello Stato, interessi passivi pro quota attribuibili alla Sicilia sui debiti dello Stato. Per il resto, visto che la Regione si deve far carico di tutto, polizia inclusa, perché non girarli tutti alla Regione? L’applicazione dell’art. 37 non può quindi andare disgiunta dalla regolamentazione delle compartecipazioni (regionali e comunali) alle imposte erariali (essenzialmente le accise e le entrate da giochi e scommesse). Se ne parlerà in questi decreti? Ne dubito.

Fatto numero 9. L’attuazione dell’art. 37 dovrebbe essere finanziariamente neutrale. La Regione si deve far carico di nuove funzioni in cambio, ai sensi questa volta dell’art. 20. Nulla di male. Coi nostri soldi ci facciamo ciò che vogliamo. Ma siccome nessuno ha ancora compensato i minori trasferimenti agli enti locali (con l’attribuzione all’erario di metà gettito dell’IMU), che c’è da trasferire? Nel momento in cui la Regione subentra allo Stato nel sostegno ai Comuni, ha già fatto più del suo dovere. O lo Stato intende restituire alla Regione l’IMU che illegittimamente trattiene?

Il sospetto è che ci vogliano passare qualche altro ufficio statale, con annessi dipendenti, così poi Panorama, la Gabanelli, Giletti, e qualche politico siciliano distratto (tipo La Loggia), possano dire che la Sicilia ha più dipendenti di tutte le Regioni messe insieme. No, grazie. Già ci facciamo carico degli enti locali. O, se lo Stato affronta bene il tema degli enti locali, che si aumenti un po’ la quota di partecipazione regionale al Fondo Sanitario. NO A NUOVI DIPENDENTI DELLA REGIONE! Saranno messi bene in chiaro questi elementi nei decreti attuativi? Staremo a vedere.

Mi fermo qua. Se le nostre perplessità risultassero infondate la svolta sarebbe semplicemente epocale e il nostro Presidente della Regione meriterebbe una statua in tutte le principali città dell’Isola. Dove gli altri hanno soltanto parlato, egli ha fatto.

Se invece si trattasse di una manovra con cui Monti dà quattro spiccioli con una mano per potere fare un saccheggio con l’altra, per di più considerando “chiusa” da parte dello Stato la questione dell’art. 37 e accusandoci, con la loro stampa amica, di avere “aumentato” i dipendenti regionali, allora saremmo di fronte alla più colossale delle truffe ai nostri danni. I decreti vanno letti e li leggeremo con grande attenzione, ma oggi la tensione su questi temi è altissima e nessuno pensi di metterci l’anello al naso. (Massimo Costa, linksicilia.it)

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Informazioni su antonio blunda

Nato ad Erice (Tp). Avvocato. Forse poeta, forse scrittore. A causa di questa malattia congenita chiamata poesia, ho iniziato a scrivere in tenera età, per curarmi. La cura è ancora in corso. Segnalazione di merito al 26° Premio Internazionale di Poesia Inedita 2001 indetto dall’A.S.L.A. ( Associazione Siciliana per le Lettere e le Arti); 6° classificato al Premio Nazionale Letterario “Cicatrici Aperte” 2001, indetto dalle riviste letterarie “La Masnada” e “Prospektiva”; 1° classificato al I Premio Nazionale di Poesia Inedita “2 G” 2002, edito dal Gruppo Giovani “2 G” di Barcellona Pozzo di Gotto (Me); Segnalazione di Merito per la sezione poesia inedita al Premio “G. Palumbo” 2002 edito dal Comune di Ficarazzi (Pa); 4° pari merito al Primo Premio Nazionale di poesia inedita “Città di Fondi” 2002 edito dall’ A.N.G.A.E. ( Associazione Nazionale Giovani Artisti Emergenti) di Fondi (Lt); Selezionato per la “Enciclopedia dei poeti italiani emergenti” 2002-2003 edito dall’ Aletti Editore; Segnalazione particolare per il Premio Internazionale di Poesia “Montagna viva” edizione 2002, edito dalla Comunità Montana Valtellina di Morbegno ; Segnalazione di Merito per la sezione narrativa al Premio “G. Palumbo” 2004 edito dal Comune di Ficarazzi (Pa); Selezionato “Autore del mese” per il mese di Febbraio 2004 al concorso mensile promosso dal sito letterario ilfiloonline.it; 1° classificato al Premio letterario “Premio per la pace” 2004 promosso dal Centro Studi Cultura e Società di Torino; Autore prescelto per la regione Sicilia per la “Enciclopedia regionale dei poeti emergenti”edito dall’Aletti Editore; Finalista per la sezione narrativa al Premio Nazionale Telethon 2004; Segnalazione di merito al Premio di Poesia “Giacomo Giardina” 4° edizione (2005)– Assessorato alla Cultura del Comune di Bagheria; 1°classificato al Premio Letterario “Giulio Palumbo” – Sezione Narrativa - 4° Edizione 2005 – Comune di Ficarazzi (Pa) Finalista al Premio Letterario “Calicantus” 2006, sezione poesia inedita a tema religioso; 3° classificato al Premio Letterario “Mons. Galbiati IV Edizione – sezione poesia inedita - Carugo(Co); Menzione di merito al Premio Letterario “Rametto d’argento” 2007 – Sezione silloge inedita – Paceco (Tp); Diploma di merito al Premio Letterario “ Parole ed immagini” - XVII edizione 2007 - Comune di Boves; Premio speciale della critica alla decima edizione 2008 del Premio “Groane98” – sezione poesia inedita - Garbagnate Milanese (Mi); Finalista al concorso NarrAzioni-Sezione Scrittori 2008 indetto da "Emergenza Creativa” (www.emergenzacreativa.com); Segnalazione di merito alla 2° Edizione del Premio “Colonne d’Eroma” 2008 - S. Flavia (Pa) - sezione podio; Autore prescelto per l’Enciclopedia dei Poeti Italiani Contemporanei - 2009, edita da Aletti Editore; Autore prescelto per la “Agenda degli artisti 2010” (concorso indetto da “Estro-Verso Community italiana Autori, Artisti ed Editori www.estro-verso.org; Finalista per la sezione “aforismi” nel concorso indetto dal sito www.pensieriparole.it ; Finalista al 1° Premio Internazionale di Poesia Letteratura e Pittura utenti di Facebook; Finalista al Premio “Arenella” sezione Poesia inedita, indetto dall’Ass. culturale “Palermo Cult – pensiero” 2010; Autore italiano presente sulla rivista letteraria americana "Californian Quarterly" vol. 36 n.2; Autore italiano presente sulla rivista letteraria americana "Californian Quarterly" vol. 36 n.4; Finalista al Premio "Valenzine" 2011 ( www.scripta-volant.org); Autore prescelto al Premio "Extroversi 2011" - Palermo; Attestato d'onore al premio "Vivarium - Omaggio a Giovanni Paolo II"- 2011 ; Diploma di merito alla XXI Edizione del Premio "Parole e immagini" - Mella na di Boves 2011; Segnalazione di Merito alla VI Edizione del Premio "Ut unum sint" - Ecumenical World Patriarchate 2011; Presente su diversi siti internet ed antologie letterarie;

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