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eroi, monografia, nazismo, resistenza

Irena Sendler, l’angelo del Ghetto di Varsavia

Salvò dall’Olocausto 2.500 bambini ebrei.
Irena era un’assistente sociale polacca che organizzò e diresse un gruppo di più di 20 persone per salvare dalla morte in quel quartiere della capitale polacca sotto l’occupazione nazista. Come ha spiegato in seguito, poté realizzare quest’opera grazie all’aiuto di religiose polacche.

La Fondazione Internazionale Raoul Wallenberg, un’organizzazione educativa non governativa internazionale, fondata dall’argentino Baruj Tenembaum, che ha analizzato e documentato numerosi casi di salvatori dell’Olocausto, ha definito in alcune dichiarazioni a ZENIT la Sendler come una delle più eroiche donne cattoliche che si spesero per salvare la vita agli ebrei.

La Fondazione, con sedi a Gerusalemme, New York e Buenos Aires, ricorda che quest’opera portò Irena a subire la tortura in un carcere nazista e una condanna a morte che per fortuna non venne eseguita.

Irena Sendler era nata in Polonia nel 1910. Quando la Germania invase il Paese nel 1939, era infermiera presso il Dipartimento del Benessere Sociale di Varsavia, che gestiva le mense comunitarie della città.
Lì lavorò instancabilmente per alleviare le sofferenze di migliaia di persone, sia ebree che cattoliche. Grazie a lei, le mense non solo fornivano cibo a orfani, anziani e poveri, ma consegnavano anche vestiario, medicine e denaro.

Per evitare le ispezioni, registrava le persone sotto nomi cattolici fittizi o le iscriveva come pazienti con malattie molto contagiose come il tifo o la tubercolosi.
Nel 1942, con la designazione di una zona chiusa dove alloggiare gli ebrei, il Ghetto di Varsavia, le famiglie potevano solo attendere una morte sicura.
Irena si unì al Consiglio per l’Aiuto degli Ebrei, organizzato dalla resistenza polacca. Riuscì a ottenere un passi del Dipartimento del Controllo Epidemiologico di Varsavia per poter entrare legalmente nel ghetto. Persuadere i genitori a separarsi dai loro figli era un compito terribile per una giovane madre come Irena. Si poteva solo garantire che sarebbero morti se fossero rimasti lì.
Nella mia mente, posso ancora vederli piangere quando lasciavano i genitori”, disse in seguito.
Non era nemmeno facile trovare famiglie che volessero accogliere bambini ebrei. Iniziò a portare via i bambini in un’ambulanza come vittime del tifo; in seguito dovette utilizzare cesti per la spazzatura, casse di utensili, imballi per le merci, sacchi di patate…
Il riscatto di un bambino richiedeva l’aiuto di almeno dieci persone. I bambini erano prima trasportati a unità di servizio umanitario e poi in un luogo sicuro. Poi si cercava loro un alloggio in case, orfanotrofi e conventi. “Ho mandato la maggior parte dei bambini in strutture religiose”, ricordava. “Sapevo di poter contare sulle religiose”.
Irena conservava l’unico registro delle vere identità dei bambini in fiaschi sotterrati sotto un albero di mele nel giardino di un vicino, di fronte alle baracche dei Tedeschi. In totale, i fiaschi contenevano i nomi di 2.500 bambini.
Il 20 ottobre 1943 venne arrestata dalla Gestapo. Era l’unica a sapere i nomi e gli indirizzi delle famiglie che alloggiavano i bambini ebrei e sopportò la tortura per non tradirli. Le spezzarono i piedi e le gambe, ma nessuno riuscì a spezzare la sua volontà.
Trasorse tre mesi nella prigione di Pawiak, dove venne condannata a morte, ha spiegato Baruj Tenembaum.
Mentre attendeva l’esecuzione, un soldato tedesco la portò via per un interrogatorio ulteriore. Uscendo, le gridò in polacco “Corra!”. Il giorno successivo trovò il suo nome nella lista dei Polacchi uccisi. Irena continuò a lavorare sotto falsa identità.
Al termine della guerra, dissotterrò i fiaschi e utilizzò le annotazioni per trovare i 2.500 bambini che aveva affidato ad altre famiglie. Li riunì ai loro parenti sparsi per tutta l’Europa, ma la maggior parte aveva perso la famiglia nei campi di concentramento nazisti.
I bambini la conoscevano solo con il nome di Jolanta, ma anni dopo, quando la sua foto uscì su un giornale, dopo che era stata premiata per le sue azioni umanitarie durante la guerra, venne riconosciuta da molte delle persone che aveva salvato.
Do

po la guerra Irena Sendler lavorò per il benessere sociale, aiutando a creare case per anziani, orfanotrofi e un servizio di emergenza per bambini.

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Informazioni su antonio blunda

Nato ad Erice (Tp). Avvocato. Forse poeta, forse scrittore. A causa di questa malattia congenita chiamata poesia, ho iniziato a scrivere in tenera età, per curarmi. La cura è ancora in corso. Segnalazione di merito al 26° Premio Internazionale di Poesia Inedita 2001 indetto dall’A.S.L.A. ( Associazione Siciliana per le Lettere e le Arti); 6° classificato al Premio Nazionale Letterario “Cicatrici Aperte” 2001, indetto dalle riviste letterarie “La Masnada” e “Prospektiva”; 1° classificato al I Premio Nazionale di Poesia Inedita “2 G” 2002, edito dal Gruppo Giovani “2 G” di Barcellona Pozzo di Gotto (Me); Segnalazione di Merito per la sezione poesia inedita al Premio “G. Palumbo” 2002 edito dal Comune di Ficarazzi (Pa); 4° pari merito al Primo Premio Nazionale di poesia inedita “Città di Fondi” 2002 edito dall’ A.N.G.A.E. ( Associazione Nazionale Giovani Artisti Emergenti) di Fondi (Lt); Selezionato per la “Enciclopedia dei poeti italiani emergenti” 2002-2003 edito dall’ Aletti Editore; Segnalazione particolare per il Premio Internazionale di Poesia “Montagna viva” edizione 2002, edito dalla Comunità Montana Valtellina di Morbegno ; Segnalazione di Merito per la sezione narrativa al Premio “G. Palumbo” 2004 edito dal Comune di Ficarazzi (Pa); Selezionato “Autore del mese” per il mese di Febbraio 2004 al concorso mensile promosso dal sito letterario ilfiloonline.it; 1° classificato al Premio letterario “Premio per la pace” 2004 promosso dal Centro Studi Cultura e Società di Torino; Autore prescelto per la regione Sicilia per la “Enciclopedia regionale dei poeti emergenti”edito dall’Aletti Editore; Finalista per la sezione narrativa al Premio Nazionale Telethon 2004; Segnalazione di merito al Premio di Poesia “Giacomo Giardina” 4° edizione (2005)– Assessorato alla Cultura del Comune di Bagheria; 1°classificato al Premio Letterario “Giulio Palumbo” – Sezione Narrativa - 4° Edizione 2005 – Comune di Ficarazzi (Pa) Finalista al Premio Letterario “Calicantus” 2006, sezione poesia inedita a tema religioso; 3° classificato al Premio Letterario “Mons. Galbiati IV Edizione – sezione poesia inedita - Carugo(Co); Menzione di merito al Premio Letterario “Rametto d’argento” 2007 – Sezione silloge inedita – Paceco (Tp); Diploma di merito al Premio Letterario “ Parole ed immagini” - XVII edizione 2007 - Comune di Boves; Premio speciale della critica alla decima edizione 2008 del Premio “Groane98” – sezione poesia inedita - Garbagnate Milanese (Mi); Finalista al concorso NarrAzioni-Sezione Scrittori 2008 indetto da "Emergenza Creativa” (www.emergenzacreativa.com); Segnalazione di merito alla 2° Edizione del Premio “Colonne d’Eroma” 2008 - S. Flavia (Pa) - sezione podio; Autore prescelto per l’Enciclopedia dei Poeti Italiani Contemporanei - 2009, edita da Aletti Editore; Autore prescelto per la “Agenda degli artisti 2010” (concorso indetto da “Estro-Verso Community italiana Autori, Artisti ed Editori www.estro-verso.org; Finalista per la sezione “aforismi” nel concorso indetto dal sito www.pensieriparole.it ; Finalista al 1° Premio Internazionale di Poesia Letteratura e Pittura utenti di Facebook; Finalista al Premio “Arenella” sezione Poesia inedita, indetto dall’Ass. culturale “Palermo Cult – pensiero” 2010; Autore italiano presente sulla rivista letteraria americana "Californian Quarterly" vol. 36 n.2; Autore italiano presente sulla rivista letteraria americana "Californian Quarterly" vol. 36 n.4; Finalista al Premio "Valenzine" 2011 ( www.scripta-volant.org); Autore prescelto al Premio "Extroversi 2011" - Palermo; Attestato d'onore al premio "Vivarium - Omaggio a Giovanni Paolo II"- 2011 ; Diploma di merito alla XXI Edizione del Premio "Parole e immagini" - Mella na di Boves 2011; Segnalazione di Merito alla VI Edizione del Premio "Ut unum sint" - Ecumenical World Patriarchate 2011; Presente su diversi siti internet ed antologie letterarie;

Discussione

Un pensiero su “Irena Sendler, l’angelo del Ghetto di Varsavia

  1. Buon giorno Antonio; molto interessante, grazie, Enrico

    Pubblicato da enrico ganassi | 30 gennaio 2013, 12:06

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