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Blunda, racconti

Un battito d’ali di farfalla

Stanotte non riesco proprio a dormire. Le strade sono dense di pioggia antica, ridestata dai tacchi nervosi dei passanti.

Avrei un po’ da fare per la prossima settimana, ma è così tardi che anche il computer non vuole più saperne, bisogna chiudere.

Ha ripreso a piovere. Un tuono lontano è seguito da un abbassamento di tensione per pochi secondi, in prevedibile sincronia.

I ricordi mi riaffiorano dentro come un fiume in piena che travolge la diga d’una memoria corrosa dal tempo.

E’ una notte ideale per scrivere, soprattutto per parlare di lui, Gabriel.

In quei giorni di Settembre, quando il sole iniziava appena a stancarsi di bruciare l’estate, ricordo che io e Gabriel andavamo in montagna a sognare e a dipingere il cielo con i nostri colori immaginari.

Eravamo soliti restare distesi sull’erba fresca per più di un’ora, in un luogo non molto lontano dal capanno abbandonato dei pastori, dove soltanto noi e i nostri cugini più grandi andavamo a giocare, e, una volta giunta sera, ad accendere un camino per riscaldarci come il pane prezioso che stringevamo tra le mani e i denti con la sacralità d’una cena ambita.

I nostri genitori sapevano sempre dove cercarci.

Ci trovavano sporchi di terra, d’erba e fiori di prato, distesi a dormire su calde stuoie di paglia, come se ogni volta avessimo dimenticato di abitare poco distanti dalle nostre confortevoli case.

Ci prendevano delicatamente in braccio perché non ci svegliassimo, lasciando che il nostro sonno innocente continuasse da un letto ad altro più comodo, con le coperte rimboccate fino al naso.

Ed era così strano al mattino ritrovare quegli odori e le cose che non ricordavamo più di possedere: il profumo del latte che ridestava lentamente il ricordo sbiadito delle nostre stanze, il chiasso allegro dei fratelli più piccoli, le mamme in cucina a gridare come sempre di sbrigarsi,  papà fuori a far legna.

E ricordo bene quando io e Gabriel ci sfidavamo in una corsa matta da togliere il fiato, da casa a scuola, per giungere irrimediabilmente sudati. Era tutto bellissimo.

Eravamo bambini.

Tutto mutò ad un tratto, così come quella stagione che ci aveva fatto calda compagnia, tradita  da un temporale che aveva sorpreso noi e i nostri abiti.

Giorno per giorno, a poco a poco, accadeva qualcosa d’ irreversibile, ma nessun medico inizialmente capiva. Io, non capivo.

Niente più corse per la strada o tra i campi, niente più passeggiate in bici fino al vecchio mulino, né al nostro rifugio. Niente più.

In poco tempo andò via con la sua famiglia, ma promettemmo che ci saremmo sempre sentiti, saremmo stati sempre in contatto.

Così è stato, tutta la vita. Gabriel era ed è il mio migliore amico.

Gabriel oggi è un uomo speciale, poiché la vita gli ha dato tutto, pur togliendogli tutto.

E’ sempre stato speciale. Adesso si dice “diversabile”, un termine più eufemistico di “disabile” per identificare una persona con handicap. Diversabile, ovvero una persona con“diverse abilità”.

E nessuno in effetti potrebbe dire il contrario, poiché Gabriel aveva ottenuto il dono di muovere in modo meraviglioso i suoi pensieri, compensando così l’immobilità del corpo con abilità diverse da chiunque altro. Gabriel è un poeta come pochi sanno esserlo.

Gabriel oggi racconta la vita da un grandangolo di carrozzine e letti semoventi, da cui lui soltanto può osservarci in un modo speciale a noi sconosciuto.

Il computer è l’unico vero grande interprete in grado di tradurre la profondità delle sue parole, così mute agli “abili”.

Quando fu pubblicato il suo quinto libro io già stavo in America.

Paola, sua moglie, mi aveva chiamato subito per dirmi che Gabriel era molto contento di questo,  che aveva ottenuto una buona critica, e diversi riconoscimenti. E che lo aveva dedicato a me, il suo amico d’infanzia. Era meraviglioso.

Il giorno della presentazione la sala era così gremita che non riuscivo a vedere oltre un metro da me. Gabriel era diventato famoso, e non perché fosse “diversabile”, ma perché era veramente bravo.

Scriveva con il cuore, le riflessioni impresse sulla carta erano le tracce indelebili della sua anima, e il suo libro ci consentiva di conoscerle.

Alla fine della presentazione, fu abbracciato da tutti, e tutti volevano vederlo, volevano conoscere di persona l’autore di versi così belli da lasciare sospirare.

Gabriel non si risparmiava, aveva un momento per ognuno di noi, ringraziava chiunque fosse intervenuto ad ascoltarlo.

La fredda voce che gli prestava il computer non riusciva comunque a distogliere la nostra attenzione dal calore della sua persona. Tutti lo ascoltavano, come soltanto si può ascoltare chi ha le parole migliori da offrire, di quelle che ci rimangono come un regalo inatteso, da portare a casa e custodire per sempre.

Alla fine sono rimasto io. E gli ho chiesto scherzando da chi avesse copiato frasi così belle, che non me ne sarei andato via se non avesse confessato.

E gli ho detto che in tutti questi anni non l’avevo mai dimenticato, ed anzi lo ricordavo tale e quale, tranne quei capelli radi e bianchi, così come adesso li avevo anch’io;  che lo avevo sempre seguito attraverso i suoi libri, li avevo letti tutti. E che saremmo stati amici, per sempre.

I suoi occhi luccicarono come i miei e sorrisero immensamente con la profondità del nero che si schiudeva ad ogni ricordo. Gli occhi più espressivi che mi avessero mai guardato.

Stanotte dopo tanti anni li immagino ancora, amico mio, con il cuore d’un vecchio.

Ma il cuore d’un vecchio, lo sai meglio di me, non è mai arido, come quegli alberi su cui a novembre salivamo veloci come scoiattoli, così per gioco: esso è un fiore dai petali già schiusi, ma che non sa proprio appassire di fronte alla vita.

E questo cuore antico, stanotte sussulta come l’immagine che un giorno ti ho impresso, e mi è rimasta dentro, per sempre.

Niente carrozzine, niente ospedali, niente dolore o sofferenza.

Soltanto una farfalla, libera e sospesa sui rami, in grado d’ascoltare come pochi fortunati la bellezza nascosta del mondo.

 

(Ad Arcangelo Signorello)

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Informazioni su antonio blunda

Nato ad Erice (Tp). Avvocato. Forse poeta, forse scrittore. A causa di questa malattia congenita chiamata poesia, ho iniziato a scrivere in tenera età, per curarmi. La cura è ancora in corso. Segnalazione di merito al 26° Premio Internazionale di Poesia Inedita 2001 indetto dall’A.S.L.A. ( Associazione Siciliana per le Lettere e le Arti); 6° classificato al Premio Nazionale Letterario “Cicatrici Aperte” 2001, indetto dalle riviste letterarie “La Masnada” e “Prospektiva”; 1° classificato al I Premio Nazionale di Poesia Inedita “2 G” 2002, edito dal Gruppo Giovani “2 G” di Barcellona Pozzo di Gotto (Me); Segnalazione di Merito per la sezione poesia inedita al Premio “G. Palumbo” 2002 edito dal Comune di Ficarazzi (Pa); 4° pari merito al Primo Premio Nazionale di poesia inedita “Città di Fondi” 2002 edito dall’ A.N.G.A.E. ( Associazione Nazionale Giovani Artisti Emergenti) di Fondi (Lt); Selezionato per la “Enciclopedia dei poeti italiani emergenti” 2002-2003 edito dall’ Aletti Editore; Segnalazione particolare per il Premio Internazionale di Poesia “Montagna viva” edizione 2002, edito dalla Comunità Montana Valtellina di Morbegno ; Segnalazione di Merito per la sezione narrativa al Premio “G. Palumbo” 2004 edito dal Comune di Ficarazzi (Pa); Selezionato “Autore del mese” per il mese di Febbraio 2004 al concorso mensile promosso dal sito letterario ilfiloonline.it; 1° classificato al Premio letterario “Premio per la pace” 2004 promosso dal Centro Studi Cultura e Società di Torino; Autore prescelto per la regione Sicilia per la “Enciclopedia regionale dei poeti emergenti”edito dall’Aletti Editore; Finalista per la sezione narrativa al Premio Nazionale Telethon 2004; Segnalazione di merito al Premio di Poesia “Giacomo Giardina” 4° edizione (2005)– Assessorato alla Cultura del Comune di Bagheria; 1°classificato al Premio Letterario “Giulio Palumbo” – Sezione Narrativa - 4° Edizione 2005 – Comune di Ficarazzi (Pa) Finalista al Premio Letterario “Calicantus” 2006, sezione poesia inedita a tema religioso; 3° classificato al Premio Letterario “Mons. Galbiati IV Edizione – sezione poesia inedita - Carugo(Co); Menzione di merito al Premio Letterario “Rametto d’argento” 2007 – Sezione silloge inedita – Paceco (Tp); Diploma di merito al Premio Letterario “ Parole ed immagini” - XVII edizione 2007 - Comune di Boves; Premio speciale della critica alla decima edizione 2008 del Premio “Groane98” – sezione poesia inedita - Garbagnate Milanese (Mi); Finalista al concorso NarrAzioni-Sezione Scrittori 2008 indetto da "Emergenza Creativa” (www.emergenzacreativa.com); Segnalazione di merito alla 2° Edizione del Premio “Colonne d’Eroma” 2008 - S. Flavia (Pa) - sezione podio; Autore prescelto per l’Enciclopedia dei Poeti Italiani Contemporanei - 2009, edita da Aletti Editore; Autore prescelto per la “Agenda degli artisti 2010” (concorso indetto da “Estro-Verso Community italiana Autori, Artisti ed Editori www.estro-verso.org; Finalista per la sezione “aforismi” nel concorso indetto dal sito www.pensieriparole.it ; Finalista al 1° Premio Internazionale di Poesia Letteratura e Pittura utenti di Facebook; Finalista al Premio “Arenella” sezione Poesia inedita, indetto dall’Ass. culturale “Palermo Cult – pensiero” 2010; Autore italiano presente sulla rivista letteraria americana "Californian Quarterly" vol. 36 n.2; Autore italiano presente sulla rivista letteraria americana "Californian Quarterly" vol. 36 n.4; Finalista al Premio "Valenzine" 2011 ( www.scripta-volant.org); Autore prescelto al Premio "Extroversi 2011" - Palermo; Attestato d'onore al premio "Vivarium - Omaggio a Giovanni Paolo II"- 2011 ; Diploma di merito alla XXI Edizione del Premio "Parole e immagini" - Mella na di Boves 2011; Segnalazione di Merito alla VI Edizione del Premio "Ut unum sint" - Ecumenical World Patriarchate 2011; Presente su diversi siti internet ed antologie letterarie;

Discussione

2 pensieri su “Un battito d’ali di farfalla

  1. Che amicizia e amico speciale, e come la sai descrivere bene, penso che sia anche tu una persona speciale, come in quei giorni in cui salivi sugli alberi e correvi sui prati, un’infanzia fortunata che ti ha regalato una profonda sensibilità .

    Pubblicato da maktea6maktea | 2 ottobre 2012, 19:19
  2. Dai sentimenti più veri nascono le parole più belle…Come queste.
    E poi…mi i piacerebbe leggere le poesie di Gabriele.
    Ciao

    Pubblicato da girasole | 9 ottobre 2012, 19:51

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