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Blunda, i giorni del ritorno, intervista, Poesia

Intervista su Beautiful Magazine. “I giorni del ritorno” l’ultima pubblicazione di Antonio Blunda

“QUANDO FACCIO POESIA NON INVECCHIO
PERCHÈ DICO QUALCOSA CHE È FERMO
SENZA UN’ UNITÀ DI TEMPO.”


(ANTONIO BLUNDA)

“Antonio Blunda, siciliano, nasce il 26 febbraio del 1972, ad Erice. Oggi, vive, scrive e lavora a Palermo. Tra i suoi molti interessi: scienza, storia medioevale, esoterirmo, cabala, musica (suona la chitarra elettrica), astronomia, psicologia. Laureato in Giurisprudenza, comincia a comporre versi da bambino, ma è solo nel 2000 che, grazie ad un amico poeta, si convince a partecipare a concorsi poetici e letterari, riscuotendo critiche favorevoli e importanti riconoscimenti in ambito regionale e non. Ama profondamente la poesia di Giuseppe Ungaretti con la lettura del quale ha cominciato a delinearsi ed ispirarsi il suo stile ermetico.

La sua poetica, strutturata con la formula del verso libero prevalentemente lungo, si caratterizza per la ricchezza, misurata e mai sovrabbondante di originali metafore e di enjambements che, con fratture solo apparentemente in caos tra un verso e l’ altro, ne alimentano l’ affascinante dinamicità espressiva.
Poesia, quella di Antonio Blunda, che fa parlare in sè ciò che parla nel poeta e ciò che parla fuori di lui, alternata da versi ermetici, essenziali e da versi passionali, carnalmente terreni, amorosi, seducenti e sedotti. E’ Poesia d’amore in cui il tema dell’ amore filiale occupa un posto di rilievo, ad esempi nella composizione “Sul ritorno”, dedicata al padre venuto a mancare non molto tempo fa.

Poi è poesia d’ amore per la Donna, amore per la Vita, amore per la Conoscenza, per la Speculazione filosofica.
Una poesia sensibile che accoglie i temi più cari all’ uomo cercando attraverso i percorsi di vita del poeta, gli incontri, la crescita spirituale, di tradurre le proprie esperienze in un valore comune, utile: una mappa, più mappe che indichino una strada o più strade praticabili per la ricerca dell’ armonia cosmica. Poesia che ( si) dona e coinvolge il lettore che sa ascoltarla, che ne attraversa di lui le parti mute, le pervade, le fa parlare; poesia della Solitudine che va letta anche come uno specchio della relazione del Sè individuale verso il Sè collettivo; che scandaglia la dolenza umana per la caducità dell’ esistenza, ma anche la gioia di poterne fare parte.
Poesia visionaria in Vertigine cabalistica, come un quadro di Bosh, o alla ricerca di una concentrazione delle essenze più profonde della natura
come ad esempio quando il poeta si cimenta con la forma dell’ Haiku cercando di fissare l’ irripetibilità  degli eventi che compongono la vita e anche le vite delle persone amate, condizione – quella dell’ irripetibilità – che sgomenta non poco il poeta.

Antonio Blunda ha per come ho potuto conoscerlo leggendo i suoi versi
la sensibilità rara di percepire il silenzio nei grovigli di penombre e nei dettagli più reconditi della vita e trasfonderlo partecipato in versi: silenzio in cui l’uomo e l’ uomo-poeta vivono in un vis a vis spesso conflittuale il loro essere più nascosto e vibratile. Silenzio che il poeta descrive
e inscrive – strutturandone poeticamente anche l’ intimità più avversa con personali e originali interpretazioni simboliste di grande potenza comunicativa.
La poesia di Antonio Blunda è Propagazione a lungo raggio di piccoli e grandi schianti che lasciano col fiato sospeso: un volo di cui sembra la rotta si perda salvo poi ritrovarla una volta giunti alla fine del viaggio.
Dai suoi versi si liberano, parola dopo parola, onde, pezzi di puzzle codificato di terrene e ultraterrene matrici fertili. Si ha la sensazione, leggendone, di entrare in comunione spirituale e di contatto totemico con il Tutto già scritto che abita l’ uomo da prima dell’ uomo e che il fondo di ciò che antichissimamente fu celato agli occhi umani emerga e ciò che fu emerso vada a fondo.
Movimento circolare, continuo e pulsante dove tutto è serrato e nello stesso tempo (a) parte nella dila(ta)zione del respiro degli elementi, degli antenati e cangia forma continuamente, sussurra, socchiude porte arcaiche a spiragli nuovi, accende lumi e leds sulle voragini dell’ inconscio dove ci dibattono ansie anestetiche e paniche; antiche ombre tentacolari imbarazzanti che imperversano nella nostra pluralità individuale e con le quali dobbiamo condividerci e conviverci e dominarle in funzione di alterità verso l’ Uno/il Tutto universale.”
(Paola Lovisolo, vialedellebelledonne.wordpress.com)

Intervista di Francesca Ancona

1) Antonio Blunda poeta scrittore, chi prevale tra i due?

Il poeta di sicuro, è la mia naturale inclinazione. Ho iniziato a sei anni senza una ragione specifica…l’ho “sentito”, senza pensarci…

2) Quindi la poesia è al centro del tuo essere. Antonio che significato ha essere poeti nel 2012? in questa nuova e tormentata era

Essere poeti è una “missione”. Con questo non voglio dire, nè credermi, nè sentirmi “eroe” di quest’epoca, ma a mio modo di vedere, credo che ci voglia molto coraggio, desiderio, entusiasmo, amore intenso per la vita, amore per gli esseri umani, spesso contrastando quei conflitti interiori che affogano tutti noi, nel quotidiano. Essere poeta è una bellissima sfida dell’esistenza, e la nostra era, che oggi sento talvolta così distante dalla volontà del vivere, dalla serenità, dall’armonia, , tanto che ognuno sembra trascinarsi, ecco, la nostra era ha davvero tanto bisogno delle parole dei poeti, per poter vivere, non sopravvivere.

3) Anche nella poesia è prevista l’evoluzione o è un’arte che deve restare tale e quale? e com’è cambiata la poesia oggi rispetto al passato?

La poesia è stata e deve essere in continua evoluzione. E’ importantissimo il confronto, la condivisione dei pensieri di tutti i poeti, perchè essa possa “crescere”.
E’ un “compito” difficile, ma grazie ad internet, a mio avviso, oggi si è reso più semplice l’interscambio, e questo per fortuna è valso anche per la poesia.
Grazie ad internet vado “a caccia” e leggo moltissimi autori, non solo i “famosi”, ed è una cosa molto bella imbattersi in un linguaggio nuovo, interessante, diverso dal “già sentito”. Ci sono tantissimi giovani che scrivono, questo è un gran bene, è il sintomo che la poesia è viva, sentita, percepita. La presenza della poesia tra i giovani, ed anche giovanissimi, è un segno distintivo della persistenza e della forza della sensibilità nella società umana cui apparteniamo, e soprattutto, contraddice quel luogo comune nichilistico che facilmente si affibbia ai giovani stessi. Da questo punto di vista sono fortemente positivo e positivista, la poesia è qualcosa di forte, radicato. La sensazione personale è tuttavia quello di trovarsi in una fase di ricerca, di mutamento in via di definizione, lenta o veloce che sarà.

4) “I giorni del ritorno” la tua recente pubblicazione è appunto una raccolta delle tue poesie, il titolo cosa vuole esprimere?

Il titolo del libro è il filo semantico che mette insieme le perle della collana. Ho preso ciò che di cinque anni (tra il 2005 e il 2010) ho sentito maggiormente caratterizzare il mio modo di fare poesia, e non di meno, caratterizzarmi. Quanto è venuto fuori è una sorta di viaggio emotivo, tra bene e male, tra luci e oscurità che mi hanno attraversato e dominato per alcuni periodi. E quando ho chiuso il cerchio, in tutto quel viaggio di bellezza e dolore, alla fine c’era mio padre, che a suo modo, sia pure non più umanamente presente, con l’onnipresenza della sua memoria mi ha tirato un po’ fuori per i capelli, per dirla così, salvandomi da alcuni miei vecchi modi di essere stato forse poco presente, così poco con me e con chi mi era intorno.
La sensazione di quel cerchio che si chiudeva è stata questa: mio padre mi ha “salvato” da me, in qualche modo, da ciò che non volevo e non dovevo essere.

5) Con quale criterio hai scelto le poesie per questa tua raccolta?

Il criterio è stato l’istinto. Avevo già letto e riletto diverse volte tutte le poesie scritte in quei cinque anni, e per diversi mesi non ne riuscivo a venire a capo. C’era tanto che volevo prendere, e poi ogni volta, tanto che, in seconda battuta, non credevo andasse più bene.
Poi è arrivato un giorno in cui in poche ore ho “sentito” cosa dovevo prendere e mettere insieme. Anche adesso, rileggendole, sento d’aver fatto la scelta giusta. Le poesie del libro raccontano un “viaggio” compiuto con mare forza sette e più. Ma ci sono anche porti tranquilli, che sono stati attraversati, e dai quali e per i quali ho trovato la voce interiore per raccontarli.

6) Chi compra libri di poesie oggi?

Sarei così pessimista a volte da dire “nessuno”. Poi mi ricredo, ma poi ricado ancora in questa contraddizione. Vedo tanti poeti, e tuttavia tanti libri fermi negli scaffali. E non intendo soltanto sul profilo commerciale, ma qualitativo, quantitativo. Non vedo così tanti autori, nuovi, diversi, contemporanei. Si osa, si cerca di crescere, certo. Oggi si può essere pubblicati con poco (l’editoria non rischia tutto, sia ben chiaro, ed è anche ragionevole), ma si vedono in giro pochi contemporanei. Ovviamente potrei essere contraddetto. Sto qui in Sicilia, e la mia sensazione a pelle, visiva, è che ci sono tanti fermenti, tuttavia inespressi. La poesia ( non me ne vogliano autori ed editori) qui forse è mal gestita. Certo, è la mia sensazione. Ma Torino direbbe diversamente, e così credo Milano, e qualche altra città, e aggiungo, soprattutto il resto d’Europa. Qui da noi, in Sicilia, ed in Italia in genere, forse dovrebbe osarsi di più, rischiare. Puntare sugli esordienti, ma con una maggiore qualità. Sono dell’avviso che c’è tanta disponibilità a pubblicare, ma poca vera e dura selezione. Chi pubblica spesso lo fa perchè può economicamente, non perchè “sfonda”. E’ un dato di fatto oggettivo, ma assolutamente realistico, privo di volontà polemica.

7) Il settore editoriale è in crisi (come tutto) ma la poesia resta sempre una carta vincente o sbaglio?

Da quanto so guardandomi intorno, ed avendo sondato spesso il terreno, sì, credo sia in forte crisi. La poesia non è un cavallo vincente su cui puntare. Credo che occorra maggior coraggio da parte delle case editrici, questa è la mia opinione. E nel coraggio metto sia l’attenta e dura selezione cui accennavo prima, ma anche l’opportunità di investire ad “istinto”, e non solo con razionalità commerciale. La poesia, alla fine, vince sempre e comunque.

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Informazioni su antonio blunda

Nato ad Erice (Tp). Avvocato. Forse poeta, forse scrittore. A causa di questa malattia congenita chiamata poesia, ho iniziato a scrivere in tenera età, per curarmi. La cura è ancora in corso. Segnalazione di merito al 26° Premio Internazionale di Poesia Inedita 2001 indetto dall’A.S.L.A. ( Associazione Siciliana per le Lettere e le Arti); 6° classificato al Premio Nazionale Letterario “Cicatrici Aperte” 2001, indetto dalle riviste letterarie “La Masnada” e “Prospektiva”; 1° classificato al I Premio Nazionale di Poesia Inedita “2 G” 2002, edito dal Gruppo Giovani “2 G” di Barcellona Pozzo di Gotto (Me); Segnalazione di Merito per la sezione poesia inedita al Premio “G. Palumbo” 2002 edito dal Comune di Ficarazzi (Pa); 4° pari merito al Primo Premio Nazionale di poesia inedita “Città di Fondi” 2002 edito dall’ A.N.G.A.E. ( Associazione Nazionale Giovani Artisti Emergenti) di Fondi (Lt); Selezionato per la “Enciclopedia dei poeti italiani emergenti” 2002-2003 edito dall’ Aletti Editore; Segnalazione particolare per il Premio Internazionale di Poesia “Montagna viva” edizione 2002, edito dalla Comunità Montana Valtellina di Morbegno ; Segnalazione di Merito per la sezione narrativa al Premio “G. Palumbo” 2004 edito dal Comune di Ficarazzi (Pa); Selezionato “Autore del mese” per il mese di Febbraio 2004 al concorso mensile promosso dal sito letterario ilfiloonline.it; 1° classificato al Premio letterario “Premio per la pace” 2004 promosso dal Centro Studi Cultura e Società di Torino; Autore prescelto per la regione Sicilia per la “Enciclopedia regionale dei poeti emergenti”edito dall’Aletti Editore; Finalista per la sezione narrativa al Premio Nazionale Telethon 2004; Segnalazione di merito al Premio di Poesia “Giacomo Giardina” 4° edizione (2005)– Assessorato alla Cultura del Comune di Bagheria; 1°classificato al Premio Letterario “Giulio Palumbo” – Sezione Narrativa - 4° Edizione 2005 – Comune di Ficarazzi (Pa) Finalista al Premio Letterario “Calicantus” 2006, sezione poesia inedita a tema religioso; 3° classificato al Premio Letterario “Mons. Galbiati IV Edizione – sezione poesia inedita - Carugo(Co); Menzione di merito al Premio Letterario “Rametto d’argento” 2007 – Sezione silloge inedita – Paceco (Tp); Diploma di merito al Premio Letterario “ Parole ed immagini” - XVII edizione 2007 - Comune di Boves; Premio speciale della critica alla decima edizione 2008 del Premio “Groane98” – sezione poesia inedita - Garbagnate Milanese (Mi); Finalista al concorso NarrAzioni-Sezione Scrittori 2008 indetto da "Emergenza Creativa” (www.emergenzacreativa.com); Segnalazione di merito alla 2° Edizione del Premio “Colonne d’Eroma” 2008 - S. Flavia (Pa) - sezione podio; Autore prescelto per l’Enciclopedia dei Poeti Italiani Contemporanei - 2009, edita da Aletti Editore; Autore prescelto per la “Agenda degli artisti 2010” (concorso indetto da “Estro-Verso Community italiana Autori, Artisti ed Editori www.estro-verso.org; Finalista per la sezione “aforismi” nel concorso indetto dal sito www.pensieriparole.it ; Finalista al 1° Premio Internazionale di Poesia Letteratura e Pittura utenti di Facebook; Finalista al Premio “Arenella” sezione Poesia inedita, indetto dall’Ass. culturale “Palermo Cult – pensiero” 2010; Autore italiano presente sulla rivista letteraria americana "Californian Quarterly" vol. 36 n.2; Autore italiano presente sulla rivista letteraria americana "Californian Quarterly" vol. 36 n.4; Finalista al Premio "Valenzine" 2011 ( www.scripta-volant.org); Autore prescelto al Premio "Extroversi 2011" - Palermo; Attestato d'onore al premio "Vivarium - Omaggio a Giovanni Paolo II"- 2011 ; Diploma di merito alla XXI Edizione del Premio "Parole e immagini" - Mella na di Boves 2011; Segnalazione di Merito alla VI Edizione del Premio "Ut unum sint" - Ecumenical World Patriarchate 2011; Presente su diversi siti internet ed antologie letterarie;

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