Quella vela piegata dalla luce,
stanca d’isole,
una goletta che batte il Mar dei Caraibiper ritornare, potrebbe essere Odisseo
diretto a casa attraverso l’Egeo:
quel desiderio di padre e di marito,sotto l’aspro livore della vecchiezza,
è come l’adultero che sente il nome di Nausicaa
in ogni grido di gabbiano.E questo non assicura la pace. L’antica guerra
tra ossessione e responsabilità
non può finire ed è la stessaper il naufrago e per chi sul lido
ora infila i piedi nei sandali per rientrare
da quando Troia ha spirato l’ultima fiammae il macigno del cieco ciclope ha alzato le acque
dalle cui ondate i grandiosi esametri giungono
alle conclusioni dell’esausta risacca.I classici possono consolare. Ma non abbastanza.
“I giorni del ritorno”, poesie di Antonio Blunda
Gli e-book di Exbook Publisher
Archivi
Antonio Blunda

Tags
anni antonio arte astronomia blunda carabinieri costa concordia crociera cronaca cronaca nera cultura curiosità disgrazia facebook fisica grosseto informazione internet italia mare mistero mondo morte morti musica naufragio news notizie omicidio Palermo pensieri pensiero poesia Politica reato Riflessione riflessioni roma scienza scoperta sesso spazio strage suicidio universoArchivi
Meta
Blogroll
cultura
-
Commenti recenti
antonio blunda su Shalom antonio blunda su Shalom Tony su Shalom Flavia Verzini su Felicità della sera MONIA su Shalom Libri consigliati
Musica
-
Statistiche
- 11,799 visitatori

