Ho un cielo al di là del cielo per tornare, ma continuo
a lustrare il metallo di questo luogo, vivo
un’ora che scruta l’ignoto. So che il tempo
non sarà mio alleato per due volte, so che dal mio vessillo
uscirò uccello che non si posa sugli alberi del giardino,
uscirò dalla mia pelle tutta, e scenderanno
dalla mia lingua alcune parole d’amore
per la poesia di Lorca, che abiterà nella mia camera da letto.
Vede quel che ho visto della luna beduina.
Uscirò cotone dal mandarlo sulla schiuma del mare.
L’esule è passato portando settecento anni di cavalli.
L’esule è passato di qui per andare oltre. Dopo poche rughe
del mio tempo, uscirò esule dalla Siria e dall’Andalusia.
Questa terra non è il mio cielo, ma questa sera è la mia sera,
ho le chiavi, i minareti, le lanterne.
Possiedo me stesso. Sono Adamo dei due paradisi,
due volte perduti.
Cacciatemi dolcemente,
uccidetemi rapidamente,
sotto il mio uliveto,
insieme a Lorca…
.
1992


