Non ho bisogno di tempo
per sapere come sei:
conoscersi è luce improvvisa.
Chi ti potrà conoscere
là dove taci, o nelle
parole con cui tu taci?
Chi ti cerchi nella vita
che stai vivendo, non sa
di te che allusioni,
pretesti in cui ti nascondi.
E seguirti all’indietro
in ciò che hai fatto, prima,
sommare azione a sorriso,
anni a nomi, sarà
come perderti. Io no.
Ti ho conosciuto nella tempesta.
Ti ho conosciuto, improvvisa,
in quello squarcio brutale
di tenebra e luce,
dove si rivela il fondo
che sfugge al giorno e alla notte.
Ti ho visto, mi hai visto, ed ora,
nuda ormai dell’equivoco,
della storia, del passato,
tu, amazzone sulla folgore,
palpitante di recente
ed inatteso arrivo,
sei così anticamente mia,
da tanto tempo ti conosco,
che nel tuo amore chiudo gli occhi,
e procedo senza errare,
alla cieca, senza chiedere nulla
a quella luce lenta e sicura
con cui si riconoscono lettere
e forme e si fanno conti
e si crede di vedere
chi tu sia, o mia invisibile.
“I giorni del ritorno”, poesie di Antonio Blunda
Gli e-book di Exbook Publisher
Archivi
Antonio Blunda

Tags
anni antonio arte astronomia blunda carabinieri costa concordia crociera cronaca cronaca nera cultura curiosità disgrazia facebook fisica grosseto informazione internet italia mare mistero mondo morte morti musica naufragio news notizie omicidio Palermo pensieri pensiero poesia Politica reato Riflessione riflessioni roma scienza scoperta sesso spazio strage suicidio universoArchivi
Meta
Blogroll
cultura
-
Commenti recenti
antonio blunda su Shalom antonio blunda su Shalom Tony su Shalom Flavia Verzini su Felicità della sera MONIA su Shalom Libri consigliati
Musica
-
Statistiche
- 11,799 visitatori

