Sopra il mare asfaltato un uccello bianco come un fantasma
annusa la riva qual faro si ferma proprio
a sinistra dove incontrammo una morte accidentale
sul mare asfaltato c’è ancora un aratro spezzato
cent’anni col precipizio di una lapide
ridipingono i nostri nomi
sul bordo del tavolo di roccia rossa siamo visti a pranzo
acqua di mare il falò di aghi di pino verde smeraldo riscalda lo scheletro
mostra tutti i denti corrosi dalla ruggine danza
la punta aguzza del tempietto viene mescolata a questa notte di ogni agosto
pioggia tempestosa lettura obbligatoria nella lezione della morte


